Quella mattina in panetteria era arrivato il solito assortimento di pizze: le quotidiane come la margherita, la rossa, la focaccia, le focaccine. Poi c’erano le farcite, una con porri, patate e mozzarella, un’altra più ricca con gorgonzola, noci e radicchio, e infine la vegana con pomodoro, cipolla, funghi e prezzemolo. Il problema è che già il primo cliente non ha trovato la pizza vegana. Cosa poteva essere successo? Dove era finita la pizza?
Le voci corrono e sono subito accorsi sul posto i giornalisti d’inchiesta del programma “Chi l’ha presa?”. Il più attento, Riccardo, ha notato un odore di detersivo per i pavimenti, e ci voleva davvero un buon fiuto, viste le fragranze che si sprigionavano in negozio: il pane appena arrivato, il cioccolato fondente delle tortine, la cannella dei cinnamon roll. Eppure lui non si è lasciato inebriare e ha detto: “Sento un profumo di lime e menta”.
La panettiera è diventata rosso fucsia: aveva appena lavato il pavimento per cancellare le prove e non aveva previsto che proprio quel dettaglio avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori. La donna ha iniziato a parlare a vanvera, tirando in ballo il lime dei Caraibi e il mojito della sera prima.
A quel punto l’occhio di Riccardo è caduto su quello che sarebbe dovuto essere il primo scontrino della giornata, quello del cliente che cercava la pizza vegana e ha poi preso la rossa.
“Signora, è sicura che fosse il primo cliente?”
“Sicurissima.”
“E allora perché lo scontrino è il numero 2?”
Il giornalista era davvero arguto e la panettiera non sapeva più come giustificarsi. Ormai Riccardo era certo che la colpevole fosse lei, ma perché? La panettiera faceva la dura, era però sul punto di crollare e alla fine ha confessato in lacrime:
“Mentre tagliavo la pizza vegana in tranci, me ne sono caduti due pezzi per terra, di faccia. Il pavimento vicino ai miei piedi era cosparso di pomodoro, ma non solo: c’erano le croccanti cipolle rosse, il profumato prezzemolo, gli invitanti funghetti. La pizza spiaccicata per terra mostrava la sua alveolatura, la sua morbidezza. A quel punto volevo mangiarla a tutti i costi, così ho guardato quella sana rimasta sul bancone e l’ho fatta sparire: me la sono comprata tutta!”
Ora c’era la colpevole, ma non il reato! La pizza era stata acquistata regolarmente.
Per correttezza la panettiera è stata condannata a dividere la pizza con il cliente a cui l’aveva negata e tutto è finito in allegria.